Estratti vegetali & Superfood
Antiossidanti
Estratti vegetali
Superfood
Funghi medicinali
Nutrienti essenziali
Acidi grassi Omega 3
Aminoacidi
Minerali
Nutrienti funzionali
Enzimi & Fibre
Melatonina
Probiotici & Prebiotici
Vitamine
Vitamine in capsule
Vitamine liquide
Complessi multivitaminici
Anti-age & Protezione cellulare
Bellezza
Pelle
Capelli
Tessuto connettivo
Cervello & Psiche
Memoria & Concentrazione
Stress & Stanchezza
Umore
Controllo del peso & Metabolismo
Perdere peso
Metabolismo
Drenaggio
Dolori
Equilibrio acido-base
Glicemia & Diabete
Infiammazioni
Intolleranza all'istamina
Occhi & Vista
Ossa, Articolazioni & Muscoli
Articolazioni
Ossa
Muscoli
Salute del cuore
Vene & Circolazione
Protezione del cuore
Pressione sanguigna
Colesterolo
Salute del fegato
Depurazione & Detox
Protezione del fegato
Salute femminile
Gravidanza & Allattamento
Fertilità
Equilibrio ormonale
PMS
Libido
Menopausa
Cistite ricorrente
Salute maschile
Disfunzione erettile & Libido
Prostata
Sistema immunitario
Rafforzare il sistema immunitario
Allergie
Sonno & Stanchezza
Energia
Disturbi del sonno & Jetlag
Carenza di ferro
Stomaco & Intestino
Purificazione & Rigenerazione
Digestione
Gonfiore addominale
Bruciore di stomaco
Emorroidi
Parassiti
I nostri pacchetti
Card Value:
Qtà
Spedizione:
Sconto:
Risparmi:
Referral discount:
Importo dell’ordine:
spedizione gratuita a partire da 89,90 €
Nuovo
Verso sera i polpacci tirano, i calzini lasciano impronte, le caviglie appaiono più gonfie e, appena ci si siede, arriva formicolio. Di notte, all’improvviso, un crampo interrompe il sonno. Nella quotidianità questo schema restringe i movimenti, rende le scale più impegnative e fa percepire le gambe come meno affidabili.
Quello che si vede è spesso l’ultimo anello della catena: con gli anni le pareti delle vene perdono tono, i capillari lasciano passare più liquidi e la disponibilità di magnesio può non bastare a sostenere il normale rilassamento delle cellule muscolari del polpaccio. Se si agisce solo sulla superficie (calze a compressione, gambe sollevate), la causa rimane dov’era.
Il Pacchetto Gambe Leggere introduce tre preparati Herbano, ciascuno con un compito preciso:
Non una capsula-miscela, ma tre preparati autonomi: ogni sostanza ha il proprio spazio e la propria dose, senza quantità di compromesso per far entrare tutto nello stesso involucro.
L’estratto dei semi di ippocastano apporta aescina, un complesso di saponine noto per l’azione sulla circolazione venosa degli arti inferiori. L’aescina aumenta la tensione della parete venosa e riduce la permeabilità capillare: meno liquidi escono verso i tessuti, il senso di pienezza serale si attenua e la pressione interna sulle valvole venose diminuisce.
Il preparato Herbano impiega estratto standardizzato: la standardizzazione serve a garantire che ogni capsula fornisca la stessa quota attiva di aescina, evitando oscillazioni casuali tipiche di una materia prima non controllata.
Inquadramento della ricerca
In 12 settimane, un estratto secco standardizzato di semi di ippocastano ha ridotto gli edemi delle gambe in soggetti con insufficienza venosa cronica con un’efficacia paragonabile a quella dei calzari elastocompressivi; sono diminuiti anche peso, dolore e ritenzione di liquidi.
Diehm et al., The Lancet, 1996
L’aescina interagisce con l’endotelio (il sottilissimo rivestimento interno dei vasi sanguigni) e con la matrice extracellulare che sostiene la parete venosa. La modulazione della permeabilità endoteliale si traduce in minor passaggio di plasma verso gli spazi interstiziali; la regolazione di mediatori locali coinvolti nell’infiammazione e nell’ossidazione aiuta a contenere lo stress sulle pareti, soprattutto nelle zone più esposte alla colonna idrostatica. Sul piano funzionale questo comporta una riduzione progressiva della sensazione di tensione e una migliore risposta dei lembi valvolari, che lavorano in un cilindro meno disteso.
In fitoestratti come l’ippocastano conta la ripetibilità del titolo e la continuità d’uso. Un’assunzione regolare nel corso delle settimane è coerente con l’obiettivo di sostenere tono e tenuta; cicli troppo brevi non permettono alla parete di “memorizzare” il supporto. La forma secca titolata è preferibile alle polveri non standardizzate e alle preparazioni estemporanee: a parità di capsula, la quota attiva risulta più leggibile e costante nel tempo.
Nella pratica quotidiana è utile collocare l’ippocastano in uno dei pasti principali, così da massimizzare la tollerabilità e ancorare l’assunzione a un gesto ricorrente. L’inserimento nel pacchetto con OPC e magnesio definisce un campo d’azione complementare: l’aescina lavora dove la parete è più sollecitata, mentre gli OPC curano la microstruttura e il magnesio stabilizza la componente muscolare che sostiene il ritorno venoso.
Gli OPC (proantocianidine oligomeriche) si legano a collagene ed elastina, i materiali strutturali che danno elasticità e compattezza alle pareti vascolari. Stabilizzano le fibre, proteggono dallo stress ossidativo (un carico sulle cellule dovuto a sostanze aggressive) e favoriscono una migliore “tenuta” capillare, proprio dove compaiono micro-vene e arrossamenti superficiali.
Il concentrato Herbano fornisce OPC ad alto titolo insieme a vitamina C naturale da acerola, cofattore della normale formazione di collagene. La combinazione rende leggibile il punto d’azione: struttura della parete, non semplice sensazione momentanea.
In una valutazione clinica, le proantocianidine da estratto di semi d’uva hanno migliorato in modo significativo sintomi come pesantezza, dolore e disturbi funzionali delle gambe in soggetti con insufficienza venosa, con effetti avvertibili già dopo alcune settimane.
Costantini et al., Minerva Cardioangiologica, 1999
Gli estratti di vinacciolo possono differire molto per metodo di estrazione e percentuale di proantocianidine. Un titolo elevato e dichiarato consente di sapere quanta frazione attiva è effettivamente presente per capsula e rende il contributo più prevedibile. Il profilo antiossidante (protegge le cellule dagli attacchi di sostanze aggressive) specifico degli OPC, unito alla loro affinità per la matrice connettivale, è ciò che li rende pertinenti al livello capillare in cui si gioca la “tenuta” più fine.
La vitamina C da acerola contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione dei vasi sanguigni e sostiene la protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Questo non è un abbellimento di etichetta: è il modo per collegare una fase di sintesi (formazione del collagene) al lavoro di protezione e stabilizzazione esercitato dagli OPC. L’abbinamento rende l’intervento più aderente al processo reale che mantiene elastica e compatta la parete del capillare.
Poiché gli OPC agiscono sulla struttura e non su un riflesso immediato, il beneficio matura progressivamente. Nella lettura quotidiana, i segni più riconoscibili sono minore fragilità dei capillari superficiali, sensazione di “pelle meno tirata” a fine giornata e riduzione della risposta a piccoli traumi locali. Inserire l’assunzione al mattino aiuta a consolidare la routine e a far lavorare il supporto strutturale lungo l’arco della giornata attiva.
Il normale rilassamento del muscolo richiede equilibrio tra calcio (attiva la contrazione) e magnesio (favorisce il rilasciamento). Quando la base di magnesio è insufficiente, la cellula muscolare può restare “in presa” più a lungo e il crampo emerge soprattutto di notte.
Il complesso Herbano combina più sali di magnesio con profili di assorbimento differenti (tra cui citrato e glicerofosfato): forme a disponibilità più rapida si affiancano a forme a rilascio più graduale, così da sostenere la copertura lungo l’arco della giornata e nelle ore notturne.
Nel sarcomero il magnesio facilita il distacco dei ponti actina-miosina e sostiene le pompe ioniche che ristabiliscono i gradienti dopo la contrazione. Quando la disponibilità è bassa, aumenta l’eccitabilità della fibra e diminuisce la soglia del crampo. La comparsa serotina o notturna dei crampi al polpaccio è coerente con le “finestre” in cui la disponibilità può calare e in cui la pompa muscolare lavora meno per via del riposo.
Citratate e glicerofosfate sono ben solubili e presentano una biodisponibilità utile quando serve una quota disponibile in tempi brevi; i chelati come il bisglicinato sono apprezzati per la tollerabilità gastrointestinale; gli ossidi, pur meno solubili, offrono una quota elementare elevata per capsula. La combinazione crea un “profilo temporale” che imita una disponibilità più piatta lungo la giornata, limitando i picchi e gli interstizi scoperti.
La frazionatura in due o tre momenti e l’assunzione con il pasto limitano i disturbi gastrointestinali. Una quota serale è spesso percepita come utile quando i crampi si manifestano di notte. In caso di sensibilità, privilegiare le forme più dolci nella finestra serale aiuta a mantenere la regolarità senza rinunciare alla copertura.
Le capsule-miscela promettono comodità, ma lo spazio fisico è limitato: quando si comprimono più principi nella stessa capsula, ogni ingrediente rischia di finire a quantità di compromesso. L’effetto che conta, però, nasce da dosi realmente significative per il ruolo atteso.
Herbano evita volutamente le capsule sovraccariche: ippocastano, OPC e magnesio sono proposti come preparati autonomi. Così ogni sostanza conserva identità formulativa, funzione chiara e spazio per una dose coerente.
Insieme, struttura del vaso + microcircolo + muscolo compongono un quadro più completo rispetto a un singolo intervento.
La base va resa disponibile con regolarità: il corpo utilizza questi materiali ogni giorno, non solo quando il fastidio è evidente.
Molti prodotti sembrano equivalenti a prima vista. Ma la differenza si vede nei dettagli che contano: ingrediente pertinente al livello giusto, estratti standardizzati, combinazione di forme con rationale funzionale e preparati separati senza “micro-quantità” simboliche. L’obiettivo non è comprare di più: è comprendere meglio dove intervenire.
“Gambe pesanti” non è un’etichetta vaga: nella vita reale significa salire due rampe con più cautela, scegliere scarpe più morbide per evitare segni alla caviglia, cambiare posizione spesso perché stare seduti a lungo diventa meno tollerabile. La gravità è costante, la risposta dei tessuti cambia: quando tono venoso e tenuta capillare si riducono, una parte della colonna di sangue ristagna nei tratti declivi e una quota d’acqua fuoriesce verso i tessuti. Il corpo compensa finché può: la pompa muscolare del polpaccio lavora di più, i letti venosi si dilatano, le valvole fanno più fatica a chiudere ermeticamente.
Se la base non cambia, il circuito resta uguale: a fine giornata prevalgono gonfiore e pienezza, nel tempo compaiono capillari superficiali evidenti, la notte si interrompe per i crampi. Intervenire solo sul sintomo lascia intatto il meccanismo che lo alimenta. È qui che una strategia per i materiali strutturali (pareti venose, matrice dei capillari) e per la fisiologia muscolare (magnesio) acquista senso.
L’aescina è una miscela di saponine triterpeniche. A livello della parete vasale, diversi lavori suggeriscono che riduca l’attività di enzimi (proteine che avviano i processi del metabolismo) proteolitici che degradano la matrice perivascolare e che moduli la permeabilità endoteliale, restringendo le “finestre” attraverso cui l’acqua filtra nei tessuti. In termini funzionali: aumenta il tono venoso (meno distensione sotto carico) e limita l’edema da stasi. L’effetto percepito è una minore sensazione di pesantezza e una riduzione dei segni ai calzini nel corso della giornata.
Nelle droghe vegetali la concentrazione del principio può variare in base a varietà, suolo, stagione, metodo di estrazione. Uno standard di aescina garantito per lotto permette di sapere che ogni capsula contiene davvero la quota attiva attesa. Questo è particolarmente importante quando l’obiettivo è la tenuta capillare, un effetto che richiede coerenza di apporto giorno dopo giorno.
La forma estrattiva secca e titolata è preferibile al semplice polvere di seme: a parità di capsula, più principio attivo realmente disponibile. L’assunzione dopo il pasto può risultare più confortevole. In caso di terapie anticoagulanti (farmaci che fluidificano il sangue) o patologie specifiche, è prudente un confronto con il curante. Come per ogni sostanza attiva, l’uso regolare e continuativo rende il quadro più stabile rispetto ad assunzioni episodiche.
La valutazione dell’efficacia non si esaurisce in pochi giorni: le 12 settimane citate nelle evidenze sono un orizzonte credibile per osservare modifiche alla componente edematosa e alla percezione di pesantezza. Continuare oltre questo arco temporale mira a consolidare la condizione nelle fasi di maggiore carico (stagioni calde, lavori in stazione eretta prolungata).
Le pareti dei capillari sono sottilissime e la loro integrità dipende da una rete di collagene (stabilità) ed elastina (elasticità). Gli OPC da semi d’uva mostrano una particolare affinità per queste proteine: si legano alle catene, ne riducono la suscettibilità all’ossidazione e favoriscono ponti di stabilizzazione tra le fibre. Il risultato funzionale è una minore fragilità capillare e una più efficiente barriera alla fuoriuscita di liquidi.
Non tutti gli estratti di semi d’uva sono equivalenti: conta il titolo in OPC e la tracciabilità della materia prima. L’abbinamento con vitamina C naturale introduce un cofattore diretto nella biosintesi del collagene. In una routine più ampia, una dieta con adeguato apporto proteico e di micronutrienti (rame, manganese) sostiene i processi di formazione della matrice.
Gli estratti di vinacciolo sono generalmente ben tollerati. L’assunzione con il pasto può migliorare la confortevolezza gastrica. In caso di terapie farmacologiche, soprattutto a potenziale interazione ematica, è sensato un parere professionale. Regolarità e orario costante aiutano a costruire nel tempo l’effetto sulle strutture capillari.
Una buona etichetta rende chiaro il contenuto in OPC e specifica la fonte della vitamina C. Informazioni su standard qualitativi, controlli di contaminanti e stabilità in produzione sono segnali di un processo che non si limita al nome dell’ingrediente ma garantisce consistenza tra lotti.
Il magnesio è un cofattore che contribuisce alla normale funzione muscolare e del sistema nervoso, al mantenimento dell’equilibrio elettrolitico e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento. A livello del sarcomero, favorisce il distacco dei ponti actina-miosina e riporta la fibra in condizione di rilascio. Se la disponibilità è inadeguata, la soglia di eccitabilità si abbassa e il muscolo tende a contrarre in modo improvviso.
Le diverse forme salificate del magnesio presentano profili di solubilità e carico elementare differenti: citrato (ottima solubilità e biodisponibilità), glicerofosfato (rilascio più graduale, buona tollerabilità), bisglicinato (chelato con potenziale comfort gastrointestinale), ossido (elevata quota elementare per capsula). Combinare profili diversi significa distribuire l’apporto in “tempi” multipli, utile quando il fastidio compare soprattutto di notte.
La letteratura clinica sui crampi idiopatici notturni mostra risultati variabili; ciò riflette la multifattorialità del fenomeno (idratazione, farmaci, postura, affaticamento). Rimane consolidato l’inquadramento nutrizionale per cui il magnesio contribuisce alla normale funzione neuromuscolare. In gravidanza, ad esempio, alcuni contesti evidenziano una maggiore rilevanza dell’apporto di magnesio per il comfort muscolare. La chiave pratica è costruire una disponibilità costante, non attendere il momento del crampo.
La suddivisione della dose, l’assunzione con il pasto e la scelta di forme ben tollerate riduce la probabilità di disturbi gastrointestinali. In caso di funzionalità renale ridotta o terapie specifiche, confrontarsi con il medico. Un apporto idrico adeguato e il movimento regolare (che alimenta la pompa del polpaccio) completano la strategia.
Il magnesio si colloca in un equilibrio elettrolitico più ampio: adeguata idratazione e apporto di potassio e calcio nella dieta contribuiscono a una cornice stabile. L’attività fisica moderata favorisce la pompa muscolare del polpaccio e integra il lavoro dell’ingrediente sul piano fisiologico.
Il ritorno venoso è una catena: muscolo del polpaccio (pompa), vene di calibro maggiore (condotta), capillari (scambio e tenuta). Se un solo anello migliora, gli altri possono limitare il beneficio percepito. Ippocastano + OPC + Magnesio lavorano così:
Quando i tre fattori avanzano insieme, il sangue risale con meno ostacoli, la pressione idrostatica locale si abbassa e la giornata finisce con una minore sensazione di pienezza. Non è un effetto “istantaneo”, ma la conseguenza logica di una base resa di nuovo disponibile.
Se questi segnali si ripetono, non è detto che “sia l’età e basta”. Spesso manca una parte della base: tenuta vasale e disponibilità di magnesio.
Sollevare le gambe e indossare la compressione aiuta contro la gravità, ma quando si tolgono i calzari e si torna in piedi, il circuito riparte uguale. Se la capillarità resta fragile e le pareti venose poco “toniche”, l’acqua troverà comunque una via di uscita e la colonna venosa tornerà a sovraccaricare i tratti declivi. Lavorare dall’interno significa dare ai tessuti materiali e segnali per sostenere la loro funzione fisiologica.
La qualità non inizia dalla grafica della confezione: si vede in dose reale, lista ingredienti leggibile, standardizzazione, tracciabilità e motivazione formulativa.
Molte persone riferiscono che la fase più critica è tra pomeriggio e sera (comparsa di gonfiore) e nelle ore notturne (crampi). Una routine sensata può prevedere:
Questa scansione non è un vincolo rigido, ma aiuta a rendere costante la base nei momenti più sensibili.
Camminare regolarmente attiva la pompa del polpaccio e supporta il ritorno venoso. Un’idratazione adeguata contribuisce all’equilibrio elettrolitico, cui il magnesio partecipa. Evitare lunghe stazioni immobili (in piedi o seduti) senza brevi “interruzioni di passo” riduce il ristagno locale.
La compressione non è “in opposizione” a un lavoro di base: può essere un supporto meccanico mentre si costruiscono tono e tenuta dall’interno. La differenza è sapere che non sostituisce il lavoro sui tessuti: lo affianca.
Per valutare l’andamento ha senso osservare marcatori quotidiani: segno dei calzini alla sera, tempo di “scioglimento” al mattino, frequenza e intensità dei crampi notturni, percezione di pienezza dopo giornate in piedi. Annotare brevemente questi indicatori ogni 2–3 settimane aiuta a leggere con più oggettività il percorso.
Per gruppi sensibili (gravidanza/allattamento, terapie in corso, insufficienza renale) è raccomandabile un confronto con il professionista. In presenza di effetti indesiderati individuali, interrompere l’uso e rivalutare con il curante.
Il valore del pacchetto non è in un’etichetta lunga, ma nella coerenza tra problema, causa e materia prima.
Costanza prima di tutto: i tre preparati lavorano su struttura vascolare e funzione muscolare, processi che richiedono continuità. In caso di particolari condizioni mediche, assunzione di farmaci o gravidanza/allattamento, confrontarsi con un professionista della salute.
Conservare al riparo da calore e umidità. Non eccedere le quantità suggerite e non utilizzare come sostituto di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
Questa suddivisione è una guida: in base alla sensibilità individuale si può spostare un’assunzione per ottimizzare comfort e regolarità.
Integrare il pacchetto con camminate regolari, pause attive nelle lunghe sedute e una buona idratazione sostiene i tre livelli affrontati: pompa muscolare, tono vasale e bilancio elettrolitico.
Un orizzonte realistico per valutare la risposta è di 6–10 settimane, tempo in cui la tenuta capillare e la percezione serale tendono a modificarsi. La continuità oltre questo periodo aiuta a mantenere la condizione raggiunta.
In presenza di patologie note, terapie anticoagulanti (farmaci che fluidificano il sangue) o antiaggreganti, insufficienza renale, gravidanza o allattamento, è indicata la valutazione del professionista di riferimento. Qualsiasi segnale di ipersensibilità individuale va gestito con sospensione e confronto clinico.
Il pacchetto si inserisce in modo naturale in routine con multivitaminici o omega-3, verificando di non sovrapporre ingredienti identici a dosaggi non necessari. Per prodotti a base di piante con potenziale impatto ematico è prudente una valutazione congiunta.
Non superare la dose giornaliera raccomandata.
Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
Conservare in luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce. Tenere fuori dalla portata dei bambini piccoli.
Composizione:
Il pacchetto contiene 3 preparati distinti. Composizione e quantità per ogni preparato:
Composizione delle caspule Vene Active:
Estratto di ippocastano (Aesculus hippocastanum), idrossipropilmetilcellulosa (involucro capsula vegano)
Quantità per capsula:
Composizione delle capsule di OPC:
Estratto di acerola (Malpighia punicifolia), estratto di semi d’uva (Vitis vinifera), idrossipropilmetilcellulosa (involucro capsula vegano)
Composizione di Magnesio Complex:
Magnesio carbonato, magnesio citrato, idrossipropilmetilcellulosa (involucro capsula vegano), ossido di magnesio, magnesio glicerofosfato
Magnesio
Spesso il magnesio è il primo a farsi notare (1–2 settimane) con notti più tranquille; la sensazione di pesantezza serale tende a ridursi dalla 3ª–4ª settimana con l’ippocastano; il lavoro strutturale degli OPC emerge in modo più stabile tra 6 e 10 settimane.
Compressione ed elevazione agiscono sulla gravità in modo meccanico. Il pacchetto lavora sulla base interna (pareti vascolari, microcircolo, muscolo). Le due strade non si escludono; la logica Herbano è ampliare il quadro oltre il solo sintomo.
Ogni livello richiede spazio proprio: concentrare tutto in una capsula riduce spesso le quantità dei singoli ingredienti. Tre preparati autonomi permettono di leggere e coprire meglio i tre piani del problema.
Il quadro descritto è frequente con l’età, ma non esclusivo. La coerenza nasce dai segnali: pesantezza serale, capillari evidenti, crampi notturni. In caso di patologie diagnosticate o terapie in corso, chiedere indicazioni al medico.
Per chi segue trattamenti o ha condizioni specifiche, è prudente un confronto professionale. In presenza di sensibilità individuali agli ingredienti, interrompere l’uso e valutare con il curante.
La logica di routine favorisce la stabilità dei risultati. Periodi caldi e giornate lunghe in piedi possono richiedere particolare costanza. È possibile pianificare cicli regolari e verificare periodicamente la risposta personale.
Distribuire i tre preparati come da routine e aggiungere micro-pause attive (alzarsi, muovere le caviglie) ogni 45–60 minuti aiuta la pompa del polpaccio. Un’idratazione adeguata e scarpe non costrittive fanno la differenza.
Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare e al normale funzionamento del sistema nervoso; non è un sedativo. L’obiettivo è ridurre la tendenza alla contrazione improvvisa, non indebolire il tono.
La vitamina C contribuisce alla normale formazione del collagene per la normale funzione dei vasi sanguigni; affiancarla agli OPC, che proteggono la rete di collagene ed elastina, chiude il cerchio strutturale a livello capillare.
È possibile, ma la distribuzione in momenti diversi aiuta a coprire meglio le finestre critiche: mattino (microstruttura capillare), ore centrali/pomeridiane (tono venoso), sera (rilascio muscolare notturno).
Sì, non apporta sodio significativo. La gestione dell’idratazione resta importante per l’equilibrio elettrolitico e per supportare il ritorno venoso con la pompa muscolare.
Per interventi su strutture (parete venosa, matrice capillare) ha più senso pensare in termini di continuità. Eventuali pause possono essere valutate con il professionista in base alla risposta personale e alla stagionalità dei sintomi.
Prodotti topici possono dare sensazione locale di freschezza. Il pacchetto lavora dall’interno sulla base strutturale e fisiologica. Le due dimensioni non si escludono, ma non sono sovrapponibili.
Fonti (in lingua inglese):
Diehm C, Trampisch HJ, Lange S, Schmidt C (1996). Comparison of leg compression stocking and oral horse-chestnut seed extract therapy in patients with chronic venous insufficiency. The Lancet, 347(8997), 292-294. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8569362/
Pittler MH, Ernst E (2012). Horse chestnut seed extract for chronic venous insufficiency. Cochrane Database of Systematic Reviews. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23152216/
Costantini A, De Bernardi T, Gotti A (1999). Clinical and capillaroscopic evaluation of chronic uncomplicated venous insufficiency with procyanidins extracted from Vitis vinifera. Minerva Cardioangiologica, 47(1-2), 39-46. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10361484/
Belcaro G, Cesarone MR, Rohdewald P, et al. (2006). Comparison of Pycnogenol and Daflon in treating chronic venous insufficiency: a prospective, controlled study. Clinical and Applied Thrombosis/Hemostasis, 12(2), 205-212. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16708122/
Garrison SR, Allan GM, Sekhon RK, Musini VM, Khan KM (2012). Magnesium for skeletal muscle cramps. Cochrane Database of Systematic Reviews. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22972103/
Thank you for your feedback. Your review will be released shortly.
Pacchetto Gambe Leggere di Herbano® – Ippocastano + OPC + Magnesio
Benvenuto da Herbano! Da questo sito vengono effettuate consegne solo in country. Desideri scegliere un altro Paese?