Focus sulla salute del fegato: prevenzione e riduzione della steatosi epatica non alcolica

Pubblicato: Novembre 03, 2023
In breve
Il fegato grasso non alcolico (NAFLD) dal 2023 si chiama MASLD, cioè steatosi epatica legata a disturbi del metabolismo. Secondo le linee guida europee le misure principali sono perdere peso, cambiare alimentazione, muoversi di più e rinunciare all’alcol (EASL, EASD e EASO, 2024). Gli omega 3 possono affiancare questi cambiamenti: in una meta-analisi di 22 studi con 1.366 partecipanti hanno ridotto il grasso nel fegato in modo più marcato rispetto al placebo (Lee et al., 2020). Pelle od occhi gialli e una pancia che si gonfia per accumulo di liquido vanno fatti controllare subito da un medico.

La malattia del fegato grasso non alcolica (NAFLD) è una delle patologie epatiche più comuni nei Paesi industrializzati e negli ultimi anni è diventata sempre più oggetto di attenzione da parte degli esperti di salute. È causata da abitudini alimentari non salutari e da fattori legati allo stile di vita ed è oggigiorno un problema molto diffuso, sebbene spesso non sia riconosciuto.

 


➤ Circa il 30% della popolazione mondiale soffre di NAFLD, con tendenza in aumento: è la più diffusa malattia del fegato. Chi ne è affetto presenta un rischio maggiore di sviluppare in seguito patologie epatiche più gravi, come la cirrosi o il cancro al fegato.


Che cos’è la steatosi epatica non alcolica?

Come suggerisce il nome, la NAFLD è una malattia del fegato non associata al consumo di alcol. Si verifica quando il grasso si accumula nelle cellule del fegato, con conseguente compromissione della funzionalità epatica.

Riguarda circa una persona su tre nel mondo: un’analisi di 92 studi con oltre 9 milioni di persone ha calcolato una frequenza del 30%, salita al 38% negli anni più recenti (Younossi et al., 2023).

Nuovo nome: da NAFLD a MASLD

Nel 2023 le grandi società scientifiche si sono accordate su nuovi termini, perché «non alcolica» dice soltanto quale non è la causa (Rinella et al., 2023). La NAFLD è diventata MASLD (metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease) e la NASH è diventata MASH. Si parla di MASLD quando il fegato è grasso, è presente almeno un fattore di rischio metabolico, come sovrappeso, glicemia alta, pressione alta o grassi del sangue sfavorevoli, e non c’è un consumo dannoso di alcol (EASL, EASD e EASO, 2024). Per questo nei referti medici si possono trovare entrambe le sigle.

Tra lieve accumulo e grave infiammazione - la cosiddetta malattia del fegato grasso non alcolica può avere diversi stadi:

  1. Steatosi epatica non alcolica (NAFL): si tratta di un puro accumulo di grasso senza infiammazione o cicatrici.
  2. Steatoepatite non alcolica (NASH, oggi MASH): questa forma è caratterizzata da infiammazione e cicatrizzazione, possibile causa di complicazioni epatiche gravi come la cirrosi o il cancro al fegato.
Donna in una cucina luminosa e moderna che pianifica i pasti, davanti a un’insalata con salmone e verdure: alimentazione con il fegato grasso

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Cause della steatosi epatica non alcolica: quali sono i fattori scatenanti?

Lo sviluppo della NAFLD può essere attribuito a vari fattori:

  • Obesità: l’aumento del peso corporeo, soprattutto se accumulato sotto forma di grasso addominale, svolge un ruolo centrale nello sviluppo della NAFLD.
  • Resistenza all’insulina: un’alterata sensibilità all’insulina, spesso associata al diabete di tipo 2, può contribuire allo sviluppo della NAFLD.
  • Genetica: i risultati di recenti ricerche indicano che anche la predisposizione genetica potrebbe svolgere un ruolo importante.
  • Alimentazione: una dieta non sana con un’alta percentuale di grassi saturi, grassi trans e zuccheri, contenuti, per esempio, nel cibo dei fast food e nelle bevande zuccherate, rappresenta un forte fattore di rischio.
  • Mancanza di esercizio fisico: uno stile di vita sedentario può contribuire allo sviluppo o al peggioramento della NAFLD.

I sintomi della steatosi epatica non alcolica in sintesi

La steatosi epatica non alcolica spesso progredisce in modo graduale e in molti casi è asintomatica nelle fasi iniziali, per cui può svilupparsi senza alcun fastidio o disturbo riconoscibile. Ciò rende la diagnosi precoce una vera sfida. Con il progredire della malattia, tuttavia, si manifestano alcuni sintomi che fungono da campanello d’allarme. Questi includono:

  • Affaticamento: stanchezza e debolezza persistenti che non possono essere spiegate da cause usuali, come la mancanza di sonno o lo stress.
  • Dolore all’addome superiore: dolore sordo o lancinante nella parte superiore destra dell’addome, direttamente sotto le costole.
  • Perdita di peso: dimagrimento improvviso e inspiegabile, non causato da cambiamenti nella dieta o dall’attività fisica.
  • Ingiallimento: ingiallimento della pelle e degli occhi, noto anche come ittero, soprattutto nella fase avanzata.
  • Ingrossamento del fegato: ingrossamento del fegato che può essere percepito o rilevato durante una visita medica.
  • Edema: accumulo di acqua nel corpo che porta a gonfiore delle gambe o a liquido nella pancia (ascite), soprattutto negli stadi avanzati.

In tale contesto, è importante sottolineare che la comparsa di uno o più di questi sintomi non è necessariamente indice di NAFLD, ma è sempre opportuno rivolgersi al medico qualora si abbiano dei sospetti.

Segnali d’allarme da far controllare subito da un medico: pelle o occhi gialli, una pancia che diventa sempre più gonfia per l’accumulo di liquido, vomito con sangue, feci nere, confusione o sonnolenza insolita. Questi segni indicano una malattia del fegato avanzata e non vanno trattati da soli.

 

fegato grasso sintomi

Come si diagnostica il fegato grasso?

Poiché il fegato grasso a lungo non dà disturbi, spesso viene scoperto per caso: con un’ecografia dell’addome o con valori del fegato alterati negli esami del sangue, come le transaminasi (ALT e AST). Le linee guida europee consigliano di cercarlo in modo mirato nelle persone con fattori di rischio metabolici, con valori del fegato alterati o con segni di steatosi all’ecografia, soprattutto in presenza di diabete di tipo 2 o di obesità con altri fattori di rischio (EASL, EASD e EASO, 2024).

Per capire se il fegato ha già sviluppato cicatrici (fibrosi), si procede a tappe: prima un punteggio calcolato da normali esami del sangue, il FIB-4, poi, se serve, un’elastografia, un esame simile all’ecografia che misura la rigidità del fegato. Questo è importante perché proprio la fibrosi avanzata indica il rischio di complicazioni epatiche future (EASL, EASD e EASO, 2024).

Metodi naturali per prevenire e curare la steatosi epatica non alcolica

La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) richiede un approccio mirato che tenga conto sia delle raccomandazioni sanitarie generali sia di un supporto naturale specifico. Al primo posto, secondo le linee guida europee, ci sono la perdita di peso, il cambiamento dell’alimentazione, l’attività fisica e la rinuncia all’alcol, insieme a una buona cura delle malattie associate, come il diabete di tipo 2 (EASL, EASD e EASO, 2024).

1. Alimentazione sana: una dieta equilibrata ricca di prodotti integrali, frutta fresca, verdura e proteine magre può ridurre l’accumulo di grasso nel fegato. Vanno evitati soprattutto i grassi saturi, i grassi trans e lo zucchero.

Basandosi sui vari studi condotti in tale ambito, si raccomanda spesso una dieta a ridotto contenuto calorico, con particolare attenzione ai carboidrati e ai grassi. Attualmente si presta particolare attenzione alle diete a basso contenuto di carboidrati nonché alle diete mediterranee. Una meta-analisi di 26 studi con 3.037 partecipanti ha mostrato che sia la riduzione delle calorie sia la dieta mediterranea abbassano i valori del fegato; più le calorie erano ridotte, maggiore era il beneficio (Haigh et al., 2022). Anche un consumo moderato di caffè può aiutare a prevenire le malattie del fegato.

2. Regolare esercizio fisico: anche un’attività fisica moderata, come una passeggiata quotidiana, può ridurre il rischio di fegato grasso e contribuire a rallentare la progressione della malattia.

Una meta-analisi di 12 studi controllati ha mostrato che l’esercizio fisico regolare riduce il grasso nel fegato anche quando si perde poco o nessun peso, e già con un allenamento inferiore a quello di solito consigliato per dimagrire (Keating et al., 2012). I benefici dell’attività fisica risiedono nella riduzione dell’infiammazione e nel cambiamento del metabolismo dei grassi nel fegato.

3. Controllo del peso: il sovrappeso e l’obesità sono fattori importanti nello sviluppo della NAFLD. Una perdita di peso graduale e sostenuta può contribuire sia alla prevenzione che al trattamento della stessa.

Gli studi hanno dimostrato che i cambiamenti dello stile di vita, come la dieta e l’attività fisica, possono migliorare la salute del fegato nei pazienti con NAFLD. La perdita di peso è particolarmente efficace. In uno studio con 293 persone con NASH che per un anno hanno cambiato stile di vita, più peso si perdeva, più il fegato migliorava. Con almeno il 5% di peso in meno l’infiammazione del fegato è scomparsa nel 58% dei casi. Con una perdita del 10% o più è scomparsa nel 90% dei casi e nel 45% sono regredite anche le cicatrici. Solo il 30% dei partecipanti, però, è riuscito a perdere almeno il 5% (Vilar-Gomez et al., 2015). Per questo piccoli passi duraturi sono più realistici di una dieta rigida.

4. Limitare il consumo di alcol: anche se l’alcol non è la causa della steatosi, affatica ulteriormente un fegato già grasso. Per questo le linee guida europee sconsigliano l’alcol alle persone con MASLD (EASL, EASD e EASO, 2024).

5. Controllare i farmaci: alcuni farmaci possono sovraccaricare il fegato. È essenziale discuterne l’utilizzo con un medico e sottoporsi a regolari visite di controllo.


6. Visite mediche regolari: è particolarmente importante che le persone ad alto rischio si sottopongano a regolari visite mediche ed esami del sangue per monitorare le condizioni del fegato.

Oltre alle misure generali sopra menzionate, esistono anche integratori alimentari e rimedi naturali specifici che giocano un ruolo importante nella discussione sulla prevenzione e sul trattamento della NAFLD:

  • Acidi grassi omega 3: questi acidi grassi polinsaturi sono noti per le loro proprietà antinfiammatorie e cardioprotettive. Nella NAFLD, gli acidi grassi omega 3 possono contribuire a ridurre i depositi di grasso nel fegato e a ridurre le infiammazioni. In una meta-analisi di 18 studi con 1.424 persone hanno ridotto il grasso nel fegato, i valori del fegato ALT, AST e GGT e i trigliceridi, senza effetti collaterali gravi (Yan et al., 2018). Una capsula di Omega 3 Max Forte di Herbano fornisce 400 mg di EPA e 300 mg di DHA.

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  • Vitamina E: essendo uno dei più potenti antiossidanti naturali, la vitamina E può contribuire a ridurre lo stress ossidativo che può causare danni al fegato. In un ampio studio con adulti con NASH senza diabete, dopo 96 settimane con 800 UI di vitamina E al giorno il tessuto del fegato è migliorato nel 43% dei partecipanti, con il placebo solo nel 19% (Sanyal et al., 2010).

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  • Carciofo e cardo mariano: sia il cardo mariano che il carciofo sono noti per le loro proprietà di rafforzamento del fegato. Il cardo mariano contiene silimarina, un composto noto per i suoi effetti antiossidanti e antinfiammatori. Una meta-analisi di 26 studi con 2.375 persone con NAFLD ha rilevato con la silimarina valori del fegato (ALT e AST) più bassi, grassi del sangue migliori e indici di steatosi più bassi (Li et al., 2024). L’estratto di carciofo, invece, contiene cinarina, la quale può favorire il flusso biliare e presenta proprietà antiossidanti. Questi due elementi agiscono sinergicamente per promuovere la salute del fegato.

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  • Curcuma: la curcumina, principio attivo della curcuma, ha dimostrato di possedere proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e protettive per il fegato, come rilevato in numerosi studi. In una meta-analisi di 16 studi con 1.028 persone con NAFLD, con la curcumina la steatosi all’ecografia è regredita più spesso e i valori del fegato ALT e AST sono scesi (Ngu et al., 2022).



Carciofo e cardo mariano esistono anche in un pacchetto insieme a S-acetil-glutatione e spirulina biologica, ciascuno come prodotto a sé. Come il fegato, insieme a reni e intestino, elimina ogni giorno le sostanze di scarto è spiegato nell’articolo detox quotidiano.

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Integratori con il fegato grasso: a cosa fare attenzione

Chi ha una malattia del fegato fa bene a concordare prima gli integratori alimentari con un medico complementare o un naturopata, soprattutto se assume anche dei farmaci. Per prodotti a base di curcuma e di ashwagandha sono descritti rari casi isolati di irritazione del fegato, spesso con ingiallimento della pelle (Halegoua-DeMarzio et al., 2023; Björnsson et al., 2020). Se compaiono pelle od occhi gialli, urine scure o un forte prurito, è bene sospendere il prodotto e rivolgersi al medico.

Domande frequenti

Quali esami servono per diagnosticare il fegato grasso?

Di solito il fegato grasso si vede con un’ecografia dell’addome e con gli esami del sangue dei valori del fegato, come ALT e AST. Per capire se ci sono già cicatrici si usa un punteggio calcolato dagli esami del sangue, il FIB-4, e se serve un’elastografia, che misura la rigidità del fegato.

Il fegato grasso è reversibile?

Sì, soprattutto nelle fasi iniziali. In uno studio di un anno, chi aveva perso almeno il 10% del peso ha visto scomparire l’infiammazione del fegato nel 90% dei casi, e in quasi la metà dei casi sono regredite anche le cicatrici.

Cosa non si deve mangiare quando si ha il fegato grasso?

Conviene limitare zucchero, bevande zuccherate, cibi da fast food e prodotti ricchi di grassi saturi e grassi trans. Anche l’alcol va evitato il più possibile. Utili invece prodotti integrali, frutta, verdura e proteine magre, come nella dieta mediterranea.

Posso bere alcol se ho la steatosi epatica?

Meglio di no. Anche se la steatosi non è causata dall’alcol, l’alcol affatica ulteriormente il fegato, e per questo le linee guida europee lo sconsigliano alle persone con fegato grasso.

Cosa si rischia con la steatosi epatica?

Nella forma con infiammazione (NASH, oggi MASH) il fegato può sviluppare cicatrici fino alla cirrosi o al cancro al fegato. Nelle persone con NAFLD, però, le malattie del cuore sono una causa di morte più frequente di quelle del fegato: per questo contano anche pressione, glicemia e grassi del sangue.

 




Fonti (in lingua inglese):

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