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La salute dell’intestino è più importante di qualsiasi altra cosa, poiché il nostro intestino determina il nostro stato di salute. Sapevi che l’80% del sistema immunitario si trova nell’intestino? È quindi logico sostenere la flora intestinale in modo naturale. Per saperne di più sulla salute dell’intestino, leggi i nostri approfondimenti e scopri i consigli e i trucchi per supportare la tua salute.
In breve
La salute intestinale dipende soprattutto dall’equilibrio della flora intestinale (microbiota), l’insieme dei batteri che vivono nell’intestino, sostengono la digestione e ospitano gran parte delle difese immunitarie. Le misure meglio documentate sono 25–29 g di fibre al giorno, alimenti fermentati come yogurt, kefir e crauti, probiotici durante e dopo una terapia antibiotica, acqua e movimento contro la stitichezza, sonno sufficiente e meno stress.
Nell’intestino vivono oltre mille specie di batteri. Questo insieme di microrganismi, chiamato microbiota o flora intestinale, fermenta le fibre che l’organismo non riesce a digerire, produce vitamine e contribuisce alle difese: il tessuto linfoide dell’intestino rappresenta quasi il 70% del sistema immunitario, come spiega la guida al benessere intestinale. Intestino e cervello comunicano attraverso il nervo vago e sostanze prodotte dai batteri: è l’asse intestino-cervello. I probiotici studiati per l’umore si chiamano psicobiotici; in 23 studi controllati con 1.401 pazienti i probiotici hanno ridotto i sintomi depressivi, come complemento alla terapia.
Uno squilibrio della flora intestinale si chiama disbiosi e si fa sentire quasi sempre prima nella digestione: gonfiore e flatulenza, stitichezza o diarrea, crampi, senso di pesantezza dopo i pasti. Oltre il 40% degli adulti intervistati in 33 paesi soddisfaceva i criteri di almeno un disturbo gastrointestinale funzionale, come riporta la guida ai problemi digestivi. Le cause più frequenti sono alimentazione squilibrata, antibiotici, poco sonno e stress. Quando dolore addominale, gonfiore e alvo alterato tornano a fasi, può trattarsi della sindrome dell’intestino irritabile; se il lievito Candida cresce in modo incontrollato si parla di micosi intestinale. Sangue nelle feci, perdita di peso involontaria o febbre vanno sempre chiariti con un medico.
I batteri intestinali si nutrono soprattutto di fibre, che aumentano bifidobatteri e lattobacilli; i benefici maggiori si osservano tra 25 e 29 g al giorno da verdura, frutta, legumi, cereali integrali, noci e semi, aumentati un po’ alla volta e con acqua a sufficienza. Le fibre che nutrono in modo selettivo i batteri buoni si chiamano prebiotici e abbondano in cicoria, topinambur, aglio, porri e cipolle: lo spiega la guida a probiotici e prebiotici. Gli alimenti fermentati (yogurt, kefir, crauti, kimchi) aumentano la varietà del microbiota. Per i grassi conta l’equilibrio tra omega 3 e omega 6, come mostrano i 9 consigli per una flora intestinale sana. Per chi digerisce male il frumento ci sono gli svantaggi nascosti del grano.
I probiotici sono microrganismi vivi che, assunti in quantità adeguate, apportano un beneficio alla salute. L’uso meglio documentato riguarda gli antibiotici, che colpiscono anche i batteri utili: in una meta-analisi di 63 studi con 11.811 partecipanti, chi assumeva probiotici aveva un rischio di diarrea da antibiotici inferiore del 42%. La L-glutammina, un aminoacido, favorisce la funzione intestinale e il trattamento dell’intestino permeabile (leaky gut), in cui sostanze nocive superano la parete intestinale. Gli enzimi digestivi scompongono il cibo: l’alfa-amilasi scinde i carboidrati, bromelina e papaina le proteine. Feci grasse, diarrea, gonfiore e flatulenza sono i segnali tipici di una carenza di enzimi.
Contro la stitichezza aiutano quattro passi: bere molto, muoversi, mangiare più fibre e sostenere la flora con i probiotici. Tra le fibre lo psillio ha dato i risultati migliori; anche due kiwi o 100 g di prugne secche al giorno hanno aumentato le evacuazioni. Una depurazione delicata dell’intestino punta su fibre, enzimi digestivi e colture della flora intestinale. Un capitolo a parte sono i parassiti intestinali: i vermi trasmessi attraverso il suolo colpiscono circa il 24% della popolazione mondiale. L’assenzio viene utilizzato per eliminare i vermi intestinali, in particolare i vermi tondi e le tenie.
Le misure meglio documentate sono 25–29 g di fibre al giorno, alimenti fermentati come yogurt, kefir e crauti, abbastanza acqua, movimento, sonno sufficiente e meno stress. Durante una terapia antibiotica i probiotici riducono del 42% il rischio di diarrea da antibiotici. I dettagli sono nella guida al benessere intestinale.
Il primo indicatore è la digestione: gonfiore, flatulenza, stitichezza, diarrea, crampi o pesantezza dopo i pasti che tornano spesso possono segnalare una flora squilibrata, ma hanno anche altre cause. Un’analisi delle feci dà indicazioni sulla composizione della flora. Sangue nelle feci, febbre o perdita di peso involontaria vanno chiariti con un medico. Altri segnali nella guida ai problemi digestivi.
Non esiste un unico alimento: all’intestino fanno bene soprattutto i cibi ricchi di fibre (verdura, frutta, legumi, cereali integrali, noci) e gli alimenti fermentati come yogurt, kefir e crauti, che aumentano la varietà dei batteri intestinali. Cicoria, topinambur, aglio, porri e cipolle sono ricchi di prebiotici, come mostra la guida a probiotici e prebiotici.
I probiotici sono microrganismi vivi, soprattutto lattobacilli e bifidobatteri, con un beneficio documentato per la salute. I prebiotici sono sostanze, per lo più fibre come inulina e oligofruttosio, che i batteri dell’intestino utilizzano in modo selettivo. In poche parole: i probiotici sono i batteri buoni, i prebiotici il loro nutrimento; un prodotto che li unisce si chiama simbiotico. Approfondimento su probiotici e prebiotici.
Una depurazione delicata punta su tre alleati: fibre come lo psillio, enzimi digestivi e colture della flora intestinale, sempre con molta acqua. In 16 studi il 66% delle persone con stitichezza ha risposto agli integratori di fibre, contro il 41% del gruppo di controllo. In caso di parassiti si ricorre a una cura antiparassitaria. Il percorso in cinque passi è nella guida ai problemi digestivi.
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